Quando la città si fa smart, Prato punta su Oppidoo.

La città di Prato esempio perfetto di smart city che da oggi guarda ancora di più verso il futuro e sceglie Oppidoo.

Prato è il primo ente pubblico che adotta l’innovativa piattaforma online che crea un filo diretto tra Comune e cittadini, nel segno della partecipazione e condivisione di progetti destinati a migliorare la propria città.

Prato è una città attenta alla tradizione e all’innovazione: sia nella produzione industriale del settore tessile, che da sempre rappresenta il suo core business, che nella volontà di sperimentare soluzioni innovative volte a migliorare il tenore di vita della comunità, creando così un senso diffuso di appartenenza e territorialità. Un esempio di good governance che oggi si accende di una nuova luce, oggi ancora più tecnologica e smart.

Attraverso Oppidoo, strumento ottimizzato per snellire al massimo gli step che intercorrono tra proposta e realizzazione delle iniziative, il Comune di Prato ha l’obiettivo è dare la possibilità di usufruire di un servizi…

Citymakers: per una nuova prospettiva di città

La città: organismo vivo e aperto a contaminazioni culturali, luogo di incontro per eccellenza. Al centro di ogni sfumatura di significato che si lega al concetto di città c’è il senso profondo della condivisione, la ricerca di una visione comune per
migliorare la vita della collettività. Ma al di là delle definizioni, esiste una realtà vera, tangibile, concreta, che quotidianamente si occupa di promuovere progetti dedicati alla città: i Citymakers. Ma chi sono -e soprattutto- cosa fanno? I City-makers sono prima di tutto persone che condividono l’obiettivo di rendere la città un luogo più vivibile e a misura d’uomo. E oggi sono anche un vero e proprio movimento.


Una visione proiettata nel futuro, quella dei Citymakers: il movimento nasce nel 2014 nel cuore d’Europa, nel corso del Forum Cities of Tomorrow di Amsterdam. Qui, la Presidenza del Consiglio dell'Unione Europea decide di dare voce a coloro che “attivano soluzioni di piccola scala e adattabili ai bisogni delle comunità”. E non solo: Citymakers sono tutti coloro che si impegnano a dare nuova vita a spazi urbani ormai in disuso, che credono e praticano il co-housing, che puntano sulle imprese collettive per rivitalizzare la microeconomia del luogo in cui vivono. Un importante documento sancisce l’evento: è il Patto di Amsterdam, che dal 2016 apre la partnership tra Commissione Europea, Stati, Città e cittadini per raggiungere insieme l’obiettivo di migliorare gli ecosistemi urbani. Fin da subito, gli obiettivi dei Citymakers si sono focalizzati su questioni concrete: dalla qualità dell’aria al problema degli alloggi, dal problema della povertà fino alla gestione dell’accoglienza di rifugiati e migranti.


Ciò che anima il movimento dei Citymakers è la ricerca della continua evoluzione. E l’idea che la condivisione di spazi pubblici qualificati sia la vera chiave di volta sulla quale si regge una comunità più felice e sana.
Migliorare la qualità della vita delle comunità cittadine attraverso una migliore fruizione degli spazi comuni diventa il leitmotiv di ogni progetto promosso e sostenuto dal movimento dei Citymakers, che nel giro di pochi anni si sono imposti all’attenzione sia dell’opinione pubblica che delle più importanti Istituzioni europee.
Oggi, il movimento dei Citymakers è una realtà in crescita e con forti radici: nel giro di pochi anni molte città in Europa e fuori dai confini comunitari hanno aderito ai programmi dei Citymakers, contribuendo in maniera sensibile alla crescita di questa realtà.


Tutti possono essere dei “citymakers”: lo sono le persone che avviano autonomamente il cambiamento nel loro ambiente urbano e contribuiscono alla causa pubblica. Sono i cittadini motivati e spinti dalla convinzione che l'innovazione sociale locale sia la chiave per cambiare in meglio la propria città.


Dalla riattivazione di spazi inutilizzati alla riqualificazione di strutture e beni comuni, i citymakers lavorano per rianimare i luoghi della città e restituire loro un’identità arricchita di nuovi valori. La città di oggi si muove in questa direzione: e non in proiezione futura, ma nel presente. 
La trasformazione è già iniziata, e attraverso essa è possibile costruire una società urbana permeabile, aperta e felice.

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